| 02 giugno 2007 |
| Salvatore Bonafede Jazz & Cinema |
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Come si può trasformare la colonna sonora di Harry Potter in jazz ? I jazzisti hanno sempre preso in prestito le colonne sonore dei grandi film sin dall’avvento del sonoro nel cinema. A volte è successo il contrario, diversi registi hanno inserito il jazz nei loro film. Nel 1927 il primo lungometraggio col parlato in sincrono fu Il cantante di jazz di Crosland, che raccontava la storia di Al Jolson. il minstrel bianco che si tingeva mani e faccia di nero. Nello stesso anno Renoir usciva con Charleston, un flim sperimentale ancora muto d’argomento jazzistico, che prelude alla storia dei rapporti tra filmografia d’autore e musica afroamericana, sia tra le avanguardie europee e i miti d’Oltreoceano. Ma in questo workshop, condotto da Salvatore Bonafede, non si parlerà troppo della storia del Cinema e di come in quegli anni lo Swing entrò nell’industria Holliwoodiana, del musical di Broadway, dei cartoons della Disney o Warner Bros, delle relazioni tra hardbop e Nouvelle Vague o dei film di Spike Lee, ma di come invece i jazzisti si siano impadroniti da sempre delle musiche da film di grandi compositori del passato come Cole Porter e Irving Berlin continuando a suonare gli stessi brani in mille modi, o di come il jazzista oggi possa interpretare le soundtracks di maestri contemporanei come Ennio Morricone e John Williams. torna alla pagina principale |