estratto dal diario
“Dopo una serie di concerti europei in quartetto con Jerry Bergonzi, Dick Oatts arriva in Italia direttamente dalla Svizzera con un treno da Berna.

Non sembra avere segni di stanchezza anche se è lontano dalla famiglia e dagli Stati Uniti da circa 1 mese

E’ un bel pomeriggio di sole primaverile quando arriva alla stazione di Padova ed è visibilmente felice di aver messo  piede in Italia.

C’è giusto il tempo per il classico rito del cappuccino, ma anche per l’immancabile richiesta della barretta di cioccolato American Style. Un passaggio veloce in hotel per una doccia ed eccolo lì rigenerato e pronto per le prove, il sound-check  ed una serata di grande musica.

Non è la prima volta che questi musicisti suonano con lui, infatti hanno tutti collaborato in diverse occasioni e l’ultima volta fu nel’98 in quartetto con Vic Juris e Cameron Brown.

Il repertorio di questo nuovo gruppo italiano, è tutto basato su composizioni originali dello stesso Oatts che lascia ampia libertà di interpretazione con ampi spazi solistici per tutti e cercando l’interplay con un linguaggio moderno che non si stacca mai completamente dalla tradizione.

Insomma, si sa che è difficile catalogare la musica e rendergli la giusta identità con le parole, ma quello che di certo è accaduto al quartetto è stata la capacità, attivata dal leader, di suonare il repertorio ogni sera in maniera diversa, inaspettata e quindi sorprendente.

Una grande lezione di vita stare vicino ad un grande del Jazz come Dick Oatts che con umiltà e grande calore umano si è adattato ad ogni situazione, riuscendo a trasmettere una grande energia che ha fatto decollare la musica verso alti livelli espressivi.

Nell’ultimo concerto a Ferrara, Dick ha festeggiato il suo compleanno in una serata indimenticabile e il giorno dopo è ripartito per gli USA lasciando un ottimo ricordo e la fervida attesa per il suo ritorno nell’aprile del 2006.”


torna alla pagina principale