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Il quartetto fiammingo al servizio del jazz
Venerdì 2 aprile, alle ore 22, sulla pedana del Roundmidnight di Gianni Penna, salirà l’Ensemble Dufay, serata anticipata per permettere al popolo dei jazzofili di partecipare anche alla prima regionale del progetto Recordando Piazzolla del saxophonista Javier Girotto e del bandoneonista Daniele Di Bonaventura, promosso dal CCC.”L.Francavilla”, in favore della ricerca sul cancro e malattie virologiche, in programma sabato 3 aprile alle ore 21, al Teatro Comunale di Mercato S.Severino.
Il nome del gruppo, è nato dall’incontro avvenuto in Italia di due musicisti italiani, il batterista Enzo Carpentieri e il pianista Paolo Birro, con il saxophonista belga Erwin Vann e il contrabbassista olandese Tony Overwater, evocante il nome del compositore fiammingo Guillame Dufay, caposcuola della scuola fiamminga, il quale assorbì tutte le esperienze musicali della prima metà del Quattrocento, rappresentando il travaglio stilistico che conclude il medioevo e apre il Rinascimento, mirante ad esprimersi in armoniche architetture musicali. L’ideale collegamento è divenuto anche fonte d’ispirazione per il repertorio del gruppo, sia per quanto riguarda la trascrizione, sia per l’adattamento di musiche di quel periodo che, per la scelta di atmosfere e modi di scrittura da utilizzare nelle composizioni originali.
L’ensemble Dufay presenterà il suo ultimo lavoro discografico “Dufay”, frutto di una registrazione live, avvenuta in seno all’ottava edizione di Progetto Jazz del Sistema Teatrale cremonese, collocandosi, tuttavia, trasversalmente, fra il free jazz e scavando, ma solo temporalmente, una realtà distante, per rintracciarvi sonorità, timbri voci, linee e modi rispondenti a stilemi ripresi dalla tradizione musicale medioevale.
Sotto le volte di quella costruzione musicale gotica, che sono le composizioni della Scuola Fiamminga, risuonano i passi di quattro uomini contemporanei, uomini della fine, che hanno ritrovato un legame assolutamente vitale tra ciò che di più antico si conosce e ciò che di più moderno si può creare in ambito musicale.
Di qui il progetto dell’Ensemble Dufay, con il trasognato e malinconico Back and Forth, che aprirà il concerto, con il suo fluttuare d’emozioni, quell’indecisione che è propria della musica medioevale e del jazz stesso, con le sue note indefinibili, tradotte in modo immaginifico, nel solo del tenore di Erwin Vann. Anna’s virus è dedicata al basso di Overwater, su oblique linee free, mentre ancora il walkin-bass sarà protagonista di Drente, in cui il sax si fa senza dubbio artefice di un saggio di padronanza delle ultime vie maestre del sax tenore del jazz moderno, sul lavoro contrappuntistico del piano autore di originali pattern.
Più distanti dal sentire moderno, Vergine Bella, di Guillame Dufay, su versi del Petrarca, affidata al sax soprano, che scolpisce suoni cristallini e cadenzati, che contrastano con i toni ombrosi del tenore. The man on the plane, di matrice evansiana, esalterà l’interplay fra i musicisti, mentre Aksiz si rivelerà il brano più trascinante dell’intera serata con un solo elegante di batteria, a sottolineare la scrittura melodica più che armonica di questo pezzo di estrema comunicativa
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