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Corriere del Mezzogiorno
Venerdì 2 aprile 2004
Tra jazz contemporaneo e musica medievale
Ensemble Dufay al Roundmidnight
L’Ensemble Dufay sbarca stasera (ore 22) al Roundmidnight di Fisciano, dove presenterà il proprio ultimo cd. Il gruppo è composto da Erwin Vann al sax tenore e soprano, Paolo Birro al pianoforte, Tony Overwater al contrabbasso ed Enzo Carpentieri alla batteria. Il nome del gruppo, è nato dall’incontro avvenuto in Italia fra due musicisti indigeni, Carpentieri e Birro, con il saxophonista belga Erwin Vann e il contrabbassista olandese Tony Overwater, ed evoca il nome del compositore fiammingo Guillame Dufay, caposcuola della scuola delle Fiandre che assorbì tutte le esperienze musicali della prima metà del Quattrocento, concludendo di fatto il Medioevo e aprendo al Rinascimento. L’ideale collegamento è divenuto anche fonte d’ispirazione per il repertorio del gruppo, per quanto riguarda la trascrizione e l’adattamento di musiche di quel periodo, ma anche per la scelta di atmosfere e modi di scrittura da utilizzare nelle composizioni originali. L’Ensemble presenterà nell’occasione il suo ultimo lavoro discografico, intitolato proprio “Dufay”, in cui non rigetta la variegata lezione del jazz, collocandosi, tuttavia, trasversalmente fra il free ed alcuni stilemi ripresi dalla tradizione musicale medioevale, di cui rintraccia sonorità, timbri, voci, linee e modi rispondenti. Nell’atmosfera di questa costruzione musicale gotica legata alle composizioni della Scuola Fiamminga, sono evidenti quindi i segni lasciati da quattro uomini contemporanei, che hanno ritrovato un legame vitale tra alcune delle testimonianze musicali più antiche e quelle più estreme delle contemporaneità. Non a caso, gran parte di quanto è stato scritto fino al secolo XV, soprattutto in ambito polifonico, è in sintonia con le tendenze estetiche dei nostri giorni e può influire sulla sensibilità e sull’immaginazione dei musicisti contemporanei. Nasce da qui il progetto dell’Ensemble Dufay, con il trasognato e malinconico “Back and forth”, che aprirà il concerto con il suo fluttuare d’emozioni, e quella apparente incertezza, propria della musica medioevale e di certo jazz sperimentale, con le sue note indefinibili, che il tenore di Erwin Vann, modula su due tonalità e su di una linea modale, ad eccezione del “chorus”, che riporta ai nostri tempi. E ancora “Anna ‘s virus” dedicata al basso di Overwater, “Drente”, in cui il sax è artefice di un saggio di stile moderno, da cui è più distante “Vergine bella”, di Guillame Dufay, su versi del Petrarca, affidata al sax soprano. “The man on the plane”, di matrice evansiana, esalterà l’interplay fra i musicisti, mentre “Aksiz” prevede un elegante assolo di batteria.
Stefano de Stefano
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