| estratto dal diario |
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Era l’estate del ’96 quando in Sicilia, al Festival Jazz di Carini, avvenne il mio primo incontro con Erwin Vann. Un sole cocente, una vista mozzafiato dal ristorante in alto sul belvedere e un “bianco” personaggio dall’anima pulita e trasparente che ti viene incontro con un sorriso aperto. Nasce subito un’intesa particolare tra di noi anche se il concerto della serata si svolge bene, ma senza particolari sussulti emotivi che invece si manifestano pienamente quando il giorno dopo assisto all’esibizione del saggio conclusivo degli studenti del workshops diretto da Erwin. Una serata emozionante!
Il Festival è finito, l’estate poi passa, arriva anche l’inverno ma conservo ancora il calore di quei giorni e di quell’incontro. Mi decido a prendere in mano la cornetta e dall’altra parte del filo mi risponde la moglie Aya; una voce africana che riconosco perché l’ho sentita su “Eleven” un disco di Erwin che vi consiglio caldamente. Mi risponde con un tipico “Hallo” in francese e mi passa Erwin con il quale mi accordo subito per un breve tour in Italia a primavera.Dormi da me, ti va? Niente hotel…. Ok, Ok Pas de problems…Sono giorni di tiepido sole e dolce conoscenza, perché Erwin vive con me per due settimane in totale armonia e rispetto reciproco. Fantastico !La musica esce fresca ogni sera con un’energia mistica, e le composizioni di Erwin comunicano bellezza e serenità. Questi tratti particolari della sua musica mi affascinano e penso subito di coinvolgere Paolo Birro, che considero tra i migliori e capace di valorizzare la musica come accompagnatore e di renderla imprevedibile da solista. Bene, la musica è felice, la musica ringrazia i musicisti. Si consolida così una collaborazione che si perpetua nel tempo ed un bel giorno del 2002 si è invitati a partecipare a Cremona Jazz, presentando un progetto speciale che sarà registrato per l’occasione. Prima di tutto rivoluziono il gruppo con l’inserimento di Tony Overwater, un amico contrabbassista olandese che incanta con la sua musicalità e mi da la giusta precisione ritmica.Mi consulto con Paolo Birro ed insieme decidiamo di dedicare il progetto al musicista fiammingo, Guillaume Dufay, che nel ‘400 veniva spesso a suonare nelle corti italiane così come usano fare Erwin e Tony al giorno d’oggi. Arrivano infatti puntuali per registrare il giorno stesso del concerto, portando brani scritti appositamente per questo progetto che viene chiamato in un primo momento Ensemble Dufay. Il concerto riesce al meglio, abbiamo il master della registrazione e non ci resterà altro che aspettare un produttore per far uscire il nostro primo CD come gruppo.Il futuro però riserverà degli imprevisti al gruppo perché la successiva produzione discografica si rivelerà piena di difficoltà tanto che il produttore esecutivo si riserverà anche di distribuire il prodotto sul mercato internazionale. Peccato, speriamo che un giorno qualche incastro astrologico particolare renda giustizia alla bellezza della musica. Intanto nell’attesa che ciò avvenga, tra un concerto e l’altro i 4 musicisti innalzano i loro calici brindando alla purezza della musica ed esclamando insieme ad alta voce ebbri e contenti il motto … DUFAY DUFAY !!!!! torna alla pagina principale |